Un gioiello nascosto sui Colli Berici: la grotta dei Mulini

15 Giu 2017 — Categorie: Scopri i Colli Berici

Nulla è come sembra.

I Colli Berici, lontani dagli itinerari turistici più battuti e quasi sospesi nel tempo nella loro semplicità, custodiscono al loro interno segreti e ricchezze spesso sconosciuti.

Raggiunta la nostra cantina, si apre davanti allo sguardo una distesa di vigneti, alternati a una fitta vegetazione di boschi cedui. Nessuno immaginerebbe che a soli 20 metri di profondità, proprio sotto la grotta che ospita le bottiglie in affinamento per il nostro metodo classico, il terreno si dilati in una cavità di origine carsica che cela in sé il segreto dell’origine dei nostri colli.

Foto archivio GSM

Della presenza della grotta si sapeva da anni, ma la curiosità e la testardaggine di un gruppo di speleologi vicentini ha letteralmente aperto nuovi orizzonti sulla sua identità, e la grotta si è rivelata in tutta la sua complessità.

I risultati di anni di indagini, non prive di qualche rischio, sono raccolti nel volume “Grotta e sorgente dei Mulini di Alonte”, edito da Editori Veneti. Presentata il 7 maggio ad Alonte, la ricerca ha fatto luce sul microclima, la flora e la fauna, la fisionomia e l’ampiezza di questa struttura che si snoda sottoterra per circa 20 chilometri.

Essendo di origine marina, Alonte è caratterizzata da una morfologia carsica superficiale e da un sistema idrico sotterraneo. Quest’ultimo si sviluppa tra le fratture e gli interstrati rocciosi, andando a costituire la cavità più lunga e complessa dei colli Berici: la Grotta dei Mulini appunto.

Foto archivio GSM

La grotta ha un’affascinante imboccatura che si apre alla base di un’alta balza rocciosa. L’entrata vera e propria, però, è costituita da un cunicolo attraverso il quale è necessario strisciare carponi… il che ne fa una meta sconsigliata per le escursioni domenicali in famiglia.

Il percorso iniziale è lungo e stretto, con tratti completamente sommersi dall’acqua. Solo la determinazione e la competenza degli speleologi hanno permesso la realizzazione dell’impresa che li ha portati a scoprire i misteri di questo gioiello nascosto.

Superata la fase iniziale, la struttura cambia e si apre in una grande cava che ospita la sorgente del ruscello Lonte. Il panorama è straordinario e inaspettato, come potete constatare dalle foto inserite.

Foto archivio GSM

A tratti, il corso d’acqua sotterraneo risale anche in superficie, dando origine a delle cascatelle che scorrono a pochi metri dai vigneti di Cà Rovere.

Foto archivio GSM

Se siete curiosi e volete saperne di più, vi rimandiamo al libro di Luca Gelain, promotore del progetto di ricerca, intitolato ”Grotta e sorgente dei Mulini di Alonte: storia esplorazioni ricerche nel sottosuolo berico”. L’opera, frutto di anni di ricerche, di inventiva, creatività individuale, sperimentazione e caparbietà, rappresenta un ottimo contributo alla conoscenza del nostro territorio e ne accresce il valore.

È una miniera di dati e informazioni: buona lettura!

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